Kazuo Ishiguro: Non Lasciarmi

Ho letto un libro molto bello, si intitola Non Lasciarmi di Kazuo Ishiguro, il Premio Nobel 2017 per la letteratura. Oltre la prosa, che oserei dire splendida, con poche, pochissime sbavature sulla linea temporale, il racconto parla di Kathy, Tommy e Ruth, tre adolescenti che crescono nell’istituto Hailsham su cui non viene fatta molta chiarezza. Si sa che vivono, studiano, imparano lì, e questo deve bastare, a loro e al lettore che pagina dopo pagina si fa sempre più indagatore di una situazione alquanto paradossale

Siamo vivi.

Eccomi qua con questo fiore, pensavo, in questa sede irrigua. Stranamente non ero arrabbiato: la notte e la pioggia non erano ostili; c’era un groppo che si scioglieva. Sì, pensavo, la Simonetta è un po’ insonnolita, il posto è umido, il pan-biscotto (che masticavo di furia) frollo e fangoso: non importa. Si potrebbe vivere anche così, postulata una grotta piena di pan-biscotto. Siamo vivi.