Io e Annie Clark

Io e Annie Clark

Ho ascoltato questo brano in auto mentre tornavo a casa. Ho immaginato che ogni cosa fosse diversa da come è adesso.
Parcheggiare, salire le scale, trovare la luce accesa. Mi sono fermato a comprare qualcosa da bere, un’acqua tonica va benissimo. Poi ho ripreso con lo stereo che parlava di questo e di quello, delle stelle, di un arrangiamento così sapientemente strutturato da fare invidia a tantissimi altri autori. Sono dei giorni che ascolto Annie Clark e sono ossessionato dalla sua voce, tanto che di notte mi sembra di sognare sulla musica dei suoi dischi, ammaliato a dir poco. Così ho ascoltato, ho davvero ascoltato, ogni singolo tratto di All My Stars Are Aligned e credo di averci trovato la perfezione. Accidenti quel pianoforte iniziale, la voce così sicura, quegli accordi così deliziosi, Annie che canta

“Danzerò per far scendere la pioggia
sorriderò per far cadere il cielo, ancora e ancora
metterò da parte l’amore che mi hanno dato
costruirò un nido per farci assopire, sai che è per davvero…

Come se in un disegno celeste avesse trovato la forza di sopravvivere ad ogni cosa, alla stupidità, all’ingordigia, alla carezzevole iniquità degli oggetti e dei sentimenti. Ci sono le stelle allineate e allora nulla potrà andare male.
E poi la sicurezza di aver trovato qualcuno che abbia tutte le risposte di una vita.

“Mi guardo le mani, guardo le fessure nei marciapiedi
le mie visioni e i miei sogni, incrocio tutte le mie dita
affinché tu possa qualcuno, qualcuno che non si dimenticherà
Qual era la tua domanda? Io ho la risposta

Poi però nel secondo tratto di canzone c’è l’imperfezione dell’uomo che cancella ogni disegno divino:

“Non ci sono segnali e non ci sono stelle in fila
nessun amuleto, nessun incanto che possa farti tornare tra le mie braccia
c’è solo questo cuore umano
che ha costruito questa imperfezione umana
Qual era la tua domanda? L’amore è la risposta.

E’ questa idea del disincanto ad aver costruito i poeti e migliaia e migliaia di libri. Penso che anche i dipinti, le canzoni, gli occhi delle persone in qualche modo ne facciano parte. Rimanere affascinati e poi atterriti da un’idea di bellezza che ci attrae e ci divide, “love will tear us apart” cantava Ian Curtis, Odi et amo, come se ogni minimo sentimento avesse un prima e un dopo, una faccia sorridente e una triste, come se le stelle diventassero solamente dei sassi.

Io non lo so se St.Vincent possa piacere a tanti. Spero di sì perché è davvero bravissima, ma comunque sia consiglio a chiunque di ascoltare questa canzone, sono 3 minuti e 48 che raccontano di come l’umanità tenti di diventare celeste ogni giorno e di come ogni volta cada, che è poi la storia di tutti, e di tutti i giorni.
Se state tornando a casa anche voi: mani sul volante e cuore acceso, mi raccomando.

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