Norwegian wood, la difficoltà della crescita

Norwegian wood, la difficoltà della crescita

Leggere Haruki Murakami è come addentrarsi in una profonda ed intima dimensione in cui il lettore diventa piano piano una sola cosa con il protagonista, sino a condividerne le paure e le emozioni.
Accade con diversi libri di uno dei grandi autori giapponesi di sempre e ancor più in uno dei suoi maggiori successi letterari, Norwegian Wood, da molti considerato come il manifesto della sua poetica e della sua tecnica narrativa.
Tōru è un giovane che vive in quella fase transitoria tra l’adolescenza e l’età adulta che rende ogni cosa magica e allo stesso tempo drammatica. Ogni piccola azione, nel suo mondo, finisce col determinare emozioni fortissime che casualmente si spargono in un mondo meravigliosamente costellato di storie umane, fatto di amici e di amori appena sbocciati.
Nel romanzo il protagonista incontra Naoko, la purezza dell’amore e incontra Midori, frizzante, esuberante, bellissima. Con loro, e con il fido Kizuki, condivide una giovane età che Murakami riesce a fotografare dettagliatamente in ogni sua sfumatura, anche quella della morte, prematura scelta di una vita che forse, in quei momenti, in quei luoghi, era troppo difficile da vivere. E a tal proposito è lo stesso Tōru ad affidarci una visione malinconica della sofferenza, arrivando a capire e a metterci a conoscenza della sua particolare visione della morte come parte intrinseca della vita:

“…per quanto uno possa giungere alla verità, niente può lenire la sofferenza di perdere una persona amata. Non c’è verità, forza, dolcezza che possa guarire da una sofferenza del genere. L’unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza attraverso la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che questo insegnamento non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta che la sofferenza ci colpirà all’improvviso”.

In questo scenario difficile e sospeso è la passione, l’eros a dare linfa alla vita, nascosto in una notte, in un abbraccio, nella dolcezza della primavera. Effimero, transitorio, come il sorriso di Naoko che canticchia le canzoni dei Beatles assieme a Reiko. Ed è uno scioglimento amaro, ma tenerissimo quello che ci aspetta alla fine, dove Tōru rimane in linea con Midori, da un imprecisato punto del mondo e della sua esistenza.

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