Racconto #1 di come Paolo scelse di diventare scrittore

Storia.
Paolo ha da poco passato i trent’anni. In modo comico, onesto e sempre attratto da tutto ciò che non può raggiungere, sia un soffice crine di biondo profumo che una gloria letteraria che ancora non ha capito come riuscire a fare arrivare. Sua madre ha sempre creduto in lui, da quando conservava i pensierini delle elementari e i temi delle superiori come oggetti antropologici, degni di un museo o di una galleria d’arte moderna. Con quella grafia, sghemba e tremolante, aveva scritto ben più di 4 romanzi e qualche poesia, una sterminata mole di racconti da fare invidia a qualsiasi prolifico scrittore da Jack London ai profeti russi.

Il Natale era Chiara…

No, non lo avrei mai detto. Ci ho pure perso dei mesi a pensare se valesse la pena leggerlo o meno. Me ne sono innamorato. Parlo del primo libro di Chiara Francini, attrice bravissima (opinione personale) e bellissima che ha sempre saputo come bucare lo schermo ed ha deciso di cimentarsi in una prova narrativa che, almeno a me, ha lasciato davvero sorpreso.

Ho letto Exit West di Mohsin Hamid

E ho deciso che mi meraviglierò più spesso dell’assenza delle frontiere nei romanzi

Oggi non scrivo. Lo dico mentre ancora non capisco se sono sveglio o meno. Potrei anche decidere di soprassedere alla liberatoria cartella di pensieri in libertà e dedicarmi alla lettura degli editoriali. Il problema è un altro, non riesco mai a dire di no ad un testo in cui posso parlare di idee e sensazioni, lontano dai fatti e meno legato al manierismo da redazione. “Devi riuscire a capire subito qual è la notizia”, mi dissero appena iniziai a diventare giornalista. A volte si tratta di scrivere bene di un incontro, altre significa dover dire che non c’è stato proprio niente, nessun uomo e nessun incontro, perché l’assenza o la negazione di una presenza di per sé costituiscono i presupposti o la genesi di un racconto. È una regola che ti impone di scrivere sempre. Ma io oggi non scrivo. Lo confermo.

Sapiens, da uomini a dei

“All’inizio l’Homo Sapiens non era un vincente, quando si affacciò per la prima volta in Medio Oriente venne sconfitto e dovette tornare indietro in Africa ma poi sviluppò la capacità di operare assieme, in gruppo, e prevalse velocemente sulle altre cinque specie umane esistenti”. Così Yuval Noah Harari introduce a Maurizio Molinari de La Stampa il suo testo uscito inizialmente 6 anni fa e diventato ben presto un best seller, tradotto in più di 30 lingue nel mondo.

Il libro del mare, freddo e profondo

Il mare è freddo e profondo intorno alle isole Lofoten, nelle sue profondità vive il grande squalo della Groenlandia, il più longevo invertebrato del pianeta. Stroksnes racconta la storia di due amici su un gommone che partono alla caccia di questo strano e vorace abitante dei fiordi e lo fa inserendo nella storia bellissimi approfondimenti di storia, scienze, poesia dell’universo marino, dalle leggende alla biologia, alle esplorazioni.