Davvero fingiamo di leggere?

Uno studio inglese dice che raccontiamo spesso bugie su quello che abbiamo letto, complici i film e le serie tv

Si tratta di un’esperienza divertentissima, che fa viaggiare la fantasia e la mente. Sto parlando della lettura (nessuna droga, tranquilli). Ok, direte voi, facile a dirlo, leggere è bello, interessante, onirico, ma ci sono metodi e situazioni diversissime in cui poter dire di essere dei veri lettori.

Vorrei la poesia, quella vera. Di nuovo.

Si può sempre dire che in realtà scrivere sia un po’ come esprimere l’altra faccia di noi stessi. Io lo faccio spesso. Scrivo spesso. Meno di quanto vorrei e dovrei, forse, ma non posso lamentarmi.

Ci sono molti che in giro dicono di saper scrivere e lo fanno, pubblicando anche libri. Fa gola a molti pubblicare qualcosa. In realtà io credo che per poter realmente fare lo scrittore sia necessario prima di tutto poter aver abbastanza esperienza da poterla raccontare bene. E non servono i baci e gli abbracci alle presentazioni, fiumi di stralci e di citazioni per poter essere esperti. Io parlo di esperienza emotiva ed esistenziale sia chiaro.

Scriviamo di più!

Una pratica, ma forse un piacere di avere una società più pensante

Viene fuori che l’Italia scopre che i giovani non sanno più scrivere. Sì, beh d’altronde non scrivono mai. O meglio, scrivono ma in modo del tutto inadeguato, non frasi ma prototipi di strutture di un linguaggio che non è più il loro. Sarebbe semplice dare la colpa ai mezzi tecnologici e di fatto essi sono il primo capro espiatorio di tutti questi mali da cui è affetta la lingua, però forse si può allargare il discorso ad una concezione più ampia del tema.