I tormenti dell’anima e la redenzione di Delitto e Castigo

In questi giorni di fine autunno, con le temperature sempre più basse e il clima poco clemente, non è affatto una cattiva idea riuscire a trovare il tempo per sedersi e rileggere un classico. Questa settimana ho scelto per voi Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij, romanzo pubblicato nel 1866 ed uno dei primi a rendere famoso il celebre narratore russo, forse ancora oggi uno tra i più noti e popolari grazie al suo modo di riuscire a sostenere, in questo caso, una vicenda a sfondo poliziesco che regala grandi momenti di tensione ed effetto.

Il primo libro di Cara Delevingne: Mirror mirror

Cara Delevingne è la donna più bella del mondo. Credo. Ma comunque ha anche tante altre qualità, come saper suonare, cantare e scrivere.
Quest’anno ha pubblicato il suo primo libro, una storia per Young adult che non brilla certo per originalità, ma che racconta benissimo il disagio dei giovani emancipati di oggi al suono delle band della scuola e al ritmo dei social network.

Revolutionary Road, un capolavoro americano

In molti mi avevano consigliato di leggere Revolutionary Road di Richard Yates. Ho sempre rimandato, dando per assodato che sarà sicuramente una buona lettura, da intraprendere poi, d’estate, nei periodi di svago e di più libertà.
Poi ho visto la nuova edizione del libro allo stand della Minimum Fax al Pisa Book Festival e mi sono destato dal mio torpore letterario acquistando a scatola chiusa proprio questo romanzo assieme ad una raccolta di racconti dello stesso autore intitolata 11 solitudini che però, al momento, giace ancora nella mia libreria in attesa di essere sfogliata.

Norwegian wood, la difficoltà della crescita

Leggere Haruki Murakami è come addentrarsi in una profonda ed intima dimensione in cui il lettore diventa piano piano una sola cosa con il protagonista, sino a condividerne le paure e le emozioni.
Accade con diversi libri di uno dei grandi autori giapponesi di sempre e ancor più in uno dei suoi maggiori successi letterari, Norwegian Wood, da molti considerato come il manifesto della sua poetica e della sua tecnica narrativa.

Il Natale era Chiara…

No, non lo avrei mai detto. Ci ho pure perso dei mesi a pensare se valesse la pena leggerlo o meno. Me ne sono innamorato. Parlo del primo libro di Chiara Francini, attrice bravissima (opinione personale) e bellissima che ha sempre saputo come bucare lo schermo ed ha deciso di cimentarsi in una prova narrativa che, almeno a me, ha lasciato davvero sorpreso.