Oggi

A volte mi piacerebbe scrivere canzoni dedicate alla pioggia, l’espressione più bella della natura. È come se cadessero piccoli pezzi di cielo, umidi, delicati, arrabbiati, a volte irriverenti come piccoli aghi, a volte dolci come piccole ali che si posano su di noi. Le inafferrabili leggi della meccanica dei fluidi, le deliziose rime dei poeti decadenti, i Beatles, il metallo, comprendono la pioggia come un’anima singolare. E deliziosa.

Parole

Che cos’hanno di speciale le parole?

Mi ricordo le lunghe estati di quando ero bambino, di quando a 4 anni cercavo di capire questo meraviglioso mondo fatto di disegni messi in fila appositamente per raccontare storie che mi sorprendevano ogni volta. Mi ricordo mia madre che iniziò a farmi scrivere le lettere, in stampatello, in corsivo, una dopo l’altra. E io ero felicissimo di poter “fare” come i libri, anche solo copiando qualche frase, qualche titolo, colorando attorno disegni dalle forme bislacche, andando sempre fuori dai margini.